TERRE SOLARI — GUIDA 2026

Gli incentivi per l'energia,
spiegati senza fretta.

Una mappa aggiornata di tutti i contributi, i rimborsi e le detrazioni per fotovoltaico, pompe di calore e accumulo: per le famiglie, le imprese e le aziende agricole.

Aggiornato a luglio 2026 — verificare sempre le scadenze sul portale GSE prima di procedere
i Molti bandi qui sotto sono a sportello: quando i fondi finiscono si chiudono, ma quasi sempre riaprono con nuovi finanziamenti già annunciati. Conviene preparare la documentazione ora, per essere tra i primi quando lo sportello riapre.

Per chi vuole mettere il fotovoltaico o cambiare il riscaldamento nella propria casa. Le quattro strade principali si possono spesso combinare tra loro, a patto di non farle sovrapporre sulla stessa spesa.

Reddito Energetico Nazionale (REN)

Fondo perduto — 100%
Per chi
Famiglie con ISEE (l'indicatore che misura la situazione economica) sotto i 15.000 €, oppure sotto i 30.000 € se ci sono almeno 4 figli a carico.
Cosa dà
Un impianto fotovoltaico da 2 a 6 kW installato a costo zero: paga tutto il GSE (l'ente pubblico che gestisce gli incentivi energetici) direttamente all'installatore, compresa l'assicurazione e la manutenzione per 10 anni.
Il rovescio
L'energia prodotta e non consumata in casa viene ceduta gratis al GSE per 20 anni: non è un impianto "in proprio" al 100%, ma un vero risparmio in bolletta.
Come sfruttarlo al massimo
Possiamo fornire anche la batteria di accumulo abbinata all'impianto: così l'energia prodotta di giorno si usa anche la sera, invece di finire ceduta gratis al GSE.
Il bando 2026 non è ancora aperto: si aspetta tra giugno e settembre. Conviene preparare ISEE aggiornato e bolletta in anticipo, perché si accede in ordine di arrivo.
Non si può sommare ad altri incentivi sulla stessa spesa: chi rientra nei requisiti, di solito, ha convenienza a scegliere solo questa strada.

Detrazione fiscale sul fotovoltaico

Detrazione — 10 anni
Aliquota
50% se l'impianto è nell'abitazione principale (dove si ha la residenza), 36% se è una seconda casa.
Tetto di spesa
96.000 € per abitazione. Rientrano anche la batteria di accumulo e la colonnina per l'auto elettrica, se collegate all'impianto.
Come si recupera
In 10 quote annuali uguali nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF). Serve avere abbastanza tasse da pagare ogni anno (capienza IRPEF): chi ha una pensione bassa o poche tasse ne recupera solo una parte.
Il 50% vale per le spese sostenute entro il 2026. Dal 2027 l'aliquota dovrebbe scendere al 36% per la prima casa: chi vuole beneficiare del 50% conviene chiuda i lavori entro fine anno.

Conto Termico 3.0 — pompa di calore

Rimborso diretto — fino al 65%
Per chi
Chi sostituisce una vecchia caldaia (gas, gasolio, biomassa) con una pompa di calore, oppure installa solare termico per l'acqua calda.
Cosa dà
Il GSE rimborsa fino al 65% della spesa direttamente sul conto corrente: non è una detrazione, quindi non serve capienza fiscale. Fino a 15.000 € arriva in un unico bonifico, sopra questa cifra in rate da 2 a 5 anni.
Attenzione
Per i privati questo incentivo non copre il fotovoltaico: quello segue la detrazione del punto precedente. Si possono comunque usare insieme, uno per la pompa di calore e uno per i pannelli.
Come lo gestiamo
Presentiamo noi la domanda al GSE e applichiamo lo sconto direttamente in fattura: il cliente non deve anticipare la parte coperta dal contributo.
Se per qualche motivo il rimborso del GSE non arriva all'azienda, la cifra corrispondente viene richiesta al cliente, che potrà poi recuperarla direttamente dal GSE: è una condizione riportata nella proposta di acquisto, comune a questo tipo di sconto in fattura.
In vigore dal 25 dicembre 2025, senza scadenza. Le domande si presentano sul Portaltermico del GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Nei comuni sotto i 50.000 abitanti, più famiglie, aziende o l'amministrazione comunale possono unirsi per produrre e condividere l'energia rinnovabile: è la Comunità Energetica Rinnovabile (CER).

Contributo PNRR per le CER

Sportello chiuso — in attesa di riapertura
Per chi
Impianti condivisi (CER o gruppi di autoconsumo) in Comuni con meno di 50.000 abitanti — quindi quasi tutti i comuni di Marche, Umbria, Emilia-Romagna e Abruzzo.
Cosa dà
Un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa per realizzare l'impianto, più una tariffa premio sull'energia condivisa per 20 anni (da 100 a 120 €/MWh, con maggiorazioni al Centro e al Nord).
Situazione attuale
Le domande per il vecchio bando si sono chiuse il 30 novembre 2025. A gennaio 2026 il Governo ha stanziato altri 795,5 milioni di euro, ma si aspettano ancora le nuove regole operative del GSE per poter ripartire con nuove domande.
Da tenere d'occhio: lo sportello è chiuso, ma i fondi nuovi ci sono già. Chi arriva pronto — impianto, membri della comunità, cabina primaria individuata — sarà avvantaggiato appena il GSE pubblicherà le nuove regole. Il momento giusto per organizzarsi è adesso, non quando lo sportello riapre.

Percorsi agevolati con operatori specializzati

Da valutare caso per caso
Cosa esiste
Alcuni operatori del settore seguono già la costituzione di Comunità Energetiche e la parte burocratica verso il GSE, e su alcuni progetti propongono anche lo sconto diretto in fattura.
Vantaggio
Chi aderisce non deve anticipare i soldi dell'impianto: il contributo viene scalato subito dal costo, invece di aspettare il rimborso.
Vale la pena valutare questa strada soprattutto per chi non ha la liquidità per anticipare la spesa: conviene farsi consigliare sul percorso più adatto al proprio caso.

Fabbriche, alberghi, negozi e uffici hanno strumenti diversi da quelli delle famiglie: non detrazioni sul 730, ma sconti sulle tasse dell'azienda o rimborsi diretti.

Iperammortamento 2026 (ex "Transizione 5.0")

Sconto sulle tasse dell'azienda
Come funziona
Non è più un credito d'imposta da usare subito: ora è una maggiorazione del costo del bene, che l'azienda scarica dalle tasse un po' alla volta, negli anni dell'ammortamento.
Percentuali
+180% sulla parte di investimento fino a 2,5 milioni di euro, +100% tra 2,5 e 10 milioni, +50% tra 10 e 20 milioni.
Fotovoltaico incluso
Sì, ma solo se è per l'autoconsumo dello stabilimento produttivo, con pannelli che rispettano certi requisiti tecnici di efficienza e collegati ai sistemi di controllo dell'azienda.
Attenzione: conviene solo se l'azienda ha utili da cui scalare le tasse. Un'azienda in perdita, o con utili bassi, ne trae poco vantaggio.

Conto Termico 3.0 per il terziario

Rimborso diretto — fino al 65%
Novità 2026
Il Conto Termico 3.0 si è aperto anche agli edifici del terziario — quindi alberghi, ristoranti, negozi, uffici — non solo alla pubblica amministrazione.
Cosa copre
Pompe di calore e solare termico sempre fino al 65%. Il fotovoltaico, per queste categorie, può rientrare solo se realizzato insieme alla sostituzione dell'impianto di riscaldamento con una pompa di calore.

Per chi ha stalle, magazzini o capannoni agricoli, il fotovoltaico sul tetto resta lo strumento con la percentuale di contributo più alta in assoluto — quando lo sportello è aperto.

Parco Agrisolare

Bando 2026 chiuso — atteso il prossimo giro
Per chi
Imprenditori agricoli, cooperative e imprese agroindustriali che vogliono mettere il fotovoltaico sul tetto di stalle, magazzini, cantine o fabbricati rurali — senza consumare terreno.
Quanto dà
Fino all'80% a fondo perduto per le aziende agricole vere e proprie; percentuali più basse (dal 30% al 65%) per chi trasforma i prodotti agricoli. Copre anche la rimozione dell'amianto dal tetto e i sistemi di accumulo.
Situazione attuale
L'ultimo bando (789 milioni di euro) ha avuto le domande aperte dal 10 marzo al 9 aprile 2026: oggi è chiuso.
Da tenere d'occhio: sono già stati annunciati altri 800 milioni di euro aggiuntivi per il prossimo giro. L'esperienza dei bandi precedenti insegna che i fondi si esauriscono in poche settimane: conviene preparare fin da ora visura camerale, DURC e un sopralluogo tecnico per il dimensionamento dell'impianto, così da poter inviare la domanda nei primi giorni di apertura.

Conto Termico 3.0 per le aziende agricole

Rimborso diretto
Cosa copre
Il riscaldamento di serre e fabbricati rurali, con caldaie a biomassa e sistemi ibridi a pompa di calore. Nelle zone senza gas metano, passare dal GPL alla biomassa dà anche un premio aggiuntivo.